Il posizionamento di impianti per sostituire denti mancanti necessita di buone basi ossee. Un’ estrazione dentaria può infatti lasciare come reliquato il riassobimento dell’osso alveolare, spesso più pronunciato se è trascorso molto tempo dall’avulsione.
In questi casi è necessario ripristinare la quantità d’osso ideale per poter posizionare gli impianti, che mimano le radici dentarie, con garanzia di tenuta negli anni.
Nonostante siano stati provati numerosi materiali sostitutivi, nessuno si è dimostrato valido quanto l’osso del paziente stesso. E’ proprio per questo motivo che per piccole ricostruzioni viene impiegato osso prelevato in bocca in anestesia locale contestualmente al posizionamento degli impianti: l’intervento più frequente è il rialzo del seno mascellare, che presenta percentuali di successo altissime.
E’ solo più raramente che atrofie ossee accentuate vengono corrette con l’utilizzo di innesti ossei prelevati dalla cresta iliaca o dalla teca cranica in anestesia generale.

CASI CLINICI

PRIMA

Paziente con perdita dei molari superiori e dell'osso alveolare corrispondente

Un breve intervento ambulatoriale ha permesso di ricostituire l'osso

DOPO

2 mesi dopo la ricostruizione vengono posizionati gli impianti dentari

La ricostruzione protesica ultimata



PRIMA
Pazienti con assenza completa di elementi dentari (edentulia totale). In alto a destra si evidenzia un difetto osseo che dovrà essere colmato per posizionare gli impianti in modo corretto.

DOPO
La protesi dentaria (eseguita dal Dott. Valerio Bresesti) a fine del trattamento chirurgico.